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Com’è nato l’oro Verde di Bronte?

Un po' di storia!

Il pistacchio di Bronte, uno dei prodotti italiani più conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo, ha origini antichissime, intorno al 1000 a.C. in Medio Oriente.

I primi agricoltori furono i Maya, nei territori della Persia, Siria ed India dove venne chiamato “bistachion” o “pistakia” poi “pistacchio” (dall’arabo -fustuaq).

La coltivazione del pistacchio venne introdotta in Italia sul finire dell’Impero di Tiberio ad opera di Lucio Vitello, governatore romano della Siria, nell’anno 30. d.C.

In Sicilia venne importato dagli arabi  originariamente si ritiene nelle province di Agrigento e Caltanissetta, per poi fare la sua comparsa a Bronte, intorno alle metà del XVIII secolo. 

Il Pistacia Vera, varietà che cresce in Sicilia sui terreni lavici del versante sudoccidentale dell’Etna, nei comuni di Bronte.

Una prelibatezza unica che si contraddistingue per la sua delicata dolcezza e il colore verde smeraldo.

Più del 90% della produzione italiana di pistacchio (equivalente al 2% della produzione mondiale) è costituita dalla cosiddetta Bianca (o Napoletana), coltivata nell’areale di Bronte e protetta dal marchio di Denominazione d’Origine Protetta.

Uno dei prodotti tipici siciliani più apprezzati e conosciuti in tutto il mondo, definito anche“Oro Verde”, il pistacchio di Bronte DOP è un tesoro artigianale unico per la sua genuinità, sapore e gusto.

Questo frutto prezioso dalle antiche e nobili ori­gini, è stato sempre il protagonista delle cu­cine più raffinate, ricercato per il suo sapore aro­ma­tico e gradevole.

Oggi, in particolare, viene utilizzato nell’am­bito della lavorazione dolciaria e salumiera (pastic­ce­ria, insaccati).

Altro impiego dei semi è nella farcitura di morta­del­le, nella preparazione di coscous ma anche in chimica e nella cosmesi (notis­simi i princìpi attivi del suo olio per far bella la pelle).

Un olio estratto dal frutto, partico­larmente deli­ca­to, trova applicazione in derma­tolo­gia per le sue alte doti emollienti ed ammor­bidenti.
 

Moltissime riviste, specializzate e non, come pure spot (spazi) televisivi e cortome­traggi si so­no interessati del pistac­chio di Bronte.

Tutti concordano a riconoscere al nostro pistac­chio l’ingrediente “pregiato” degno di impie­ghi in culinaria, gelateria, pasticceria sia per delicato sa­pore che conferisce come pure per il colore verde smeraldo.
E, a proposito del colore, nella preparazione arti­gianale di creme o gelati, i semi, per la pela­tura allo steso modo delle mandorle, vanno immersi in acqua bollente salata per pochi minuti.

L’operazione di “scottatura” ne mantiene intatto il colore verde. 

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